22.05.08
il triestino è una lingua molto espressiva
immaginare il mare
dentro una rete a strascico
lievitare in un mare differente
di matrioske abbacchiate
dai sorrisi sbavati
pulcini spelacchiati
dal futuro segnato
cavi argentei riflettono un guizzo molesto
e strozzarsi è soave nel tuo mare
6 maggio 1976
le sue case hanno occhi e bocche
soffocati da un grido rubato
collàssano certezze
abbracciate da coltelli sparsi
esplodono vetri
a fuoco d’artificio
compleanno di una stella
balconi aperti verso terra
battenti immersi nella calce
di sepolcri lontani
bandiera bianca nasconde arcobaleni
polverosi
i giocattoli che non trovavi più
sono spettatori malandati
in un’arena silenziosa
dallo splendore irriverente.
vorrei ringraziare innanzitutto l'affollatissima platea del mio blog.
nelle mie divagazioni musicali mi sono dedicata nuovamente con grande entusiasmo alla musica balcanica, che per me esprime una sorta di felicità dai toni malinconici, se mi consentite l'ossimoro.
è forse il genere musicale che maggiormente mi rappresenta, musica popolare che non eccede in lirismi ingiustificati. a volte epica, ma del tipo che mi fa piangere, non ridere. emanazione di vitalità consapevole della sofferenza.
come le scarpette rosse di andersen, che le indossi e devi danzare anche se non vuoi, non riesco a resistere al fascino delle sonorità balcaniche. e non si può certo dire che io sia sensibilissima a certe atmosfere troppo palesemente festose né all'esaltazione delle folle.
ma mi auguro invece di essere nuovamente assorbita in quest'incoscienza ballerina quando vedrò il concerto della kocani orkestar, stella cometa a cui anelo nel discutibile panorama culturale della città in cui vivo, e che mi ricorda di tenere sempre la testa in alto, just in case.
tanto per cambiare sono di pessimo umore e l'unica cura risulta essere reagire con l'aiuto di un grazioso brano di hardcore techno del gruppo olandese neophyte.
queste sparate di batteria elettronica sono rivolte ai denti di tutti coloro che aprono la bocca per darle aria, con l'unico risultato di espandere all'esterno il loro marciume o la loro sbiaditezza interiore, rallegrandosi per l'ebete attenzione degli astanti.
grazie a tutt* coloro che sono capaci di esprimere in modo diretto il loro dissenso e di andarsene al momento giusto
meglio sole che male accompagnate? meglio una giornata di sole che una giornata di male accompagnate? meglio una giornata di sole CON tante scampagnate